Giuseppe Flangini. Un percorso europeo

Mantova, Casa del Mantegna

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Visita virtuale realizzata per la mostra a Casa del Mantegna- Mantova, Capitale della Cultura Italiana 2016 ( per muoversi nelle stanze cliccare sul mouse)
Altre informazioni si possono trovare su www.giuseppeflangini.com 

Dal 24 giugno al 28 agosto 2016
Inaugurazione venerdì 24 giugno, ore 17.30


 La Provincia, con la mostra dedicata a Giuseppe Flangini (Verona 1898 - 1961), allestita alla Casa del Mantegna, approfondisce e mette a fuoco un percorso estetico che - come sottolinea Francesca Zaltieri (vicepresidente della Provincia) - «colpisce per l’energia e la forza della qualità artistica». E sempre la vicepresidente mette in evidenza «come tale rassegna nasca dal lavoro prezioso dello staff culturale dell’ente, in grado di calibrare, nella misura degli spazi severi e razionali ideati dal grande umanista, una iniziativa che esprime il teatro della raffinatissima pittura di un instancabile ricercatore. E tutto questo impegno - così ribadisce - è indirizzato a partecipare dello sforzo collettivo che vede, in questo 2016, Mantova Capitale italiana della Cultura».
Con la rassegna dedicata a Giuseppe Flangini, si apre dunque una mostra che presenta circa settanta opere pittoriche e una ventina di disegni, opere fondamentali nel percorso artistico dell’autore la cui attività si è svolta prevalentemente tra Italia, Olanda, Belgio e Francia, in luoghi che gli hanno consentito di assumere una mentalità aperta e, appunto, europea. Una scansione cronologica, a cominciare dalle opere giovanili degli anni Venti, ci porta a contatto col  mondo dell’artista, interprete di numerose vicende espositive tra le due guerre. Ci appare immediatamente il nitore dei suoi primi paesaggi calati in un’aura sognante, tra toni bruni, terrosi e malinconici, con una personale meditazione sulla pittura post-impressionista da Dufy a Utrillo. E intanto, lungo il percorso espositivo, la sua pittura si arricchisce di declinazioni nuove, di orizzonti che si aprono sulle suggestioni sviluppate, nel corso degli anni Trenta, a seguito dell’amicizia con James Ensor, con il quale, in numerose occasioni, si trovò a discutere d’arte e con cui approfondì tematiche a lui molto care, come quella della maschera. Parallelamente il suo sguardo comincia a prediligere paesaggi urbani e industriali, la rappresentazione del lavoro dei minatori, dei pescatori, dei sabbionai, dei contadini: il lavoro e la fatica umana diventano temi fondanti della sua poetica.  Da Verona a Milano, città in cui si trasferisce a partire dal 1944, avvia importanti relazioni con artisti quali Lilloni, De Rocchi e Carlo Carrà e la sua arte si accende di una dimensione nuova. Si trasforma in  categoria del pensiero, perché in essa si coniuga contemporaneamente l’architettura del fare e dell’immaginare.
Ed è così che negli anni successivi, nel dopoguerra, sempre più a contatto con ambienti italiani ed europei, che Giuseppe Flangini raggiunge la pienezza artistica. La luce ereditata dalla grande pittura veneta asseconda ora un cromatismo sempre più forte e intenso mentre una sintesi formale  essenzializza i suoi paesaggi che si caricano di gesto, di materia, di  inedita forza espressiva e di una soggettività dirompente che porta alla luce una ricerca che si contamina coi grigi, coi neri, con i bianchi freddi e i colori di nebbia e di fumo che rimandano al Nord, ai luoghi in cui visse Van Gogh.
Emerge intanto un personale nordico romanticismo, venato di espressionismo che si accresce su inevitabili riletture di Van Gogh, Ensor e Laermans. E il linguaggio antico della pittura assume un vigore di novità inattesa, perché in grado di dare forma a passioni umane, a immaginiesaltate dalle regole dell’armonia, da una felicità poetica che regala opere che sembrano nascere senza sforzo, senza difficoltà alcuna di tocco e di disegno. Gli ultimi anni di Flangini, dal 1959 al 1961, sono poi caratterizzati dalla genesi di un nuovo e felice cromatismo riconducibile alle esperienze dei fauves e di Vlaminck in particolare, e le sue ultime opere diventano testimonianza del perdurare di una ricerca sempre aperta e vitale, tragicamente interrotta, nell’agosto del 1961, per avvelenamento da colore.

Giuseppe Flangini
Un percorso europeo

alla Casa del Mantegna dal 24 giugno al 28 agosto 2016
inaugurazione venerdì 24 giugno, ore 17.30
a cura di Gianfranco Ferlisi

Catalogo in mostra
a cura dell'Associazione Flangini
con introduzione di Francesca Zaltieri
testi di
Antonio D’Avossa
Gianfranco Ferlisi
Roberto Pasini

Casa del Mantegna
via Acerbi, 47
46100 Mantova

Orari
Mattino  da martedì a domenica 10.00/12.30
Pomeriggio : giovedì  15.00/17.00
                      venerdì/ sabato/domenica  15.00/19.00
lunedì chiuso
Ingresso libero

Evento realizzato in collaborazione con
Organizzazione Flangini- Cultura e Formazione 
via Valletta, 34 - 21947 Saronno (VA)
e con Associazione Giuseppe e Gina Flangini
via G. Mameli 31 - 20129 Milano
via G. Corso, 6 - 37131 Verona
mobile 3474533449
info@associazioneflangini.eu
www.giuseppeflangini.com
www.associazioneflangini.eu
FB: Associazione Culturale Giuseppe e Gina Flangini

Informazioni sulla mostra: 
tel. +39 0376 360506   -  +39 0376 432432
fax +39 0376 326685  -  fax +39 0376 432433
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